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canepina provincia di viterbo
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INFORMAZIONI SU CANEPINA: |
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NOTIZIE
UTILI :
Chiesa S.Maria Assunta:
Sorta su un'area di altra chiesa preesistente di inferiori dimensioni, fu costruita,nella forma attuale a tre navate divise d colonne ed archi nel 1517.
Fu trasformata in era barocca con l'aggiunta di pilastri e volte, il campanile è coevo alla facciata.
La facciata dalle armoniche forme architettoniche, è caratterizzata da una finestra centrale e ai lati da due fori circolari.
E' costruita in blocchi rosa di roccia che nelle ore del tramonto assume variazioni cromatiche di suggestiva bellezza. La costruzione si deve alla scuola di quell'Antonio Cordini da Sangallo detto il Giovane nipote di Antonio il Vecchio
Chiesa di S. Pietro e Paolo:
Di fronte al Comune, divisa dalla piazzetta e sita in Via XX Settembre è questa chiesa dedicata ai due grandi Apostoli.
Pare sia stata fatta costruire a ricordo della triste fine di Pierluigi Farnese, assassinato tre anni dopo che Paolo III lo aveva nominato nel 1545 duca di Parma e Piacenza e nel ducato di Castro e Ronciglione si era insediato il figlio Ottavio vittima di una congiura.
Chiesa Madonna delle grazie:
Il sito è singolare e la vegetazione che la circonda ne aumenta la suggestione, l'architettura a pianta quadrata, sormontata da una cupola con sovrapposto un cilindro è è insolita: si riscontra raramente in alcune chiesette di campagna dell'Alto Lazio e della Toscana. Pare che sia stata costruita nei primi del XVII secolo con materiale ricavato dall'ormai decadente roccaforte dell'Arcella. Nella prima settimana di agosto, in occasione della Festa della Madonna delle Grazie, la chiesa viene illuminata da piccole luci rendendola ancora più suggestiva.
Chiesa S. Miche Arcangelo:
Dove nella metà del XVII secolo sorse questo vasto edificio religioso, l'unico attrazione era costituita dalla presenza di una suggestiva chiesetta dal campanile a vela, Santa Maria della Fossatella che rispecchiava nelle limpide acque del Rio Grande.
Fattone demolire il muro di sinistra, la vasta chiesa di S. Michele arcangelo fu costruita come suo prolungamento, mentre S. Maria rimase come spazio dell'altare maggiore e del coro diviso da un'ampia transenna, in posizione più elevata è raggiungibile grazie a dei gradini.
Castello degli Anguillara:
Gli Anguillara, potente famiglia del tempo, abili commercianti di stoffe fece costruire qui il loro castello intorno al XIV secolo, con delle belle torri cilindriche agli angoli.
Museo delle Tradizioni Popolari:
Allestito dal Gruppo interdisciplinare per la cultura tradizionale dell'alto Lazio nei locali dell'ex convento dei Carmelitani, il museo è diviso in varie sezioni dall'infanzia ai lavori dei campi, passando per i giochi, le feste ed i vari mestieri.
La ricca esposizione di attrezzi, oggetti del quotidiano ed altro permette di recuperare la storia di uomini e delle loro famiglie e, nel complesso, tutto il modo di vivere di una comunità.
SANTUARIO DEL PREDICATORE: Costruito nel
periodo del castello dei conti Anguillara ora rappresenta un antico monumento
usato dalle autorita' religiose dell' epoca per predicare ai fedeli .
La fontanella: antica
fontana ricca di acqua fresca molto nota nel paese per il frequente uso da parte
dei cittadini .
Chiesa
S.Corona: Antichissima chiesa di S.Corona
completamente restaurata situata su una panoramica collina , una piccola
stradina tutta in salita fa' da percorso per raggiungerla molto interessante
--da visitare !!.
CHIESA
S.GIUSEPPE: Nell’inventario
dei beni delle chiese di Canepina, nell’anno 1788, è scritto:“La chiesa
rurale di S. Giuseppe e cappella della Madonna delle Scalelle posta fuori delle
mura di Canepina sotto la cura dell’Insigne Collegiata di detta Terra….fu
fatta edificare da Gentile Billacqua di Fermo nell’anno 1525 allora
commissario di Canepina. Nell’anno 1726 fu fatta la cappella come si vede a
volta da’ fondamenti, lavorata con peperini, colonne e stucchi in onore della
S.S. Vergine” e tutta la chiesa vecchia fu restaurata al di dentro con muri
nuovi ed adorna con basi di peperino, pilastri, capitelli, cornicioni ed altri
lavori di stucchi e tutto fatto dalla pietà dei fedeli paesani e forestieri
concorsi a venerare detta S.S. Vergine e detta spesa fu di circa scudi
quattrocento….” La chiesa di S. Giuseppe, prima di subire le trasformazioni
descritte, aveva avuto una sua storia: in un primo momento era stata mantenuta
da una Confraternita di uomini e donne, sotto il titolo di S. Giuseppe. Allora
vi si celebrava la festa di S. Giuseppe e tutto il capitolo della Collegiata,
preceduto dalla suddetta Confraternita, partecipava ad una processione in onore
del santo. Nella visita di Mons. Megacci, nel 1852, la chiesa risultò un po’
abbandonata ed allora il Vescovo ordinò alcuni lavori, ma don Giacomo
Anguillara, incaricato di provvedere a tutto, dopo qualche tempo gli fece sapere
che non poteva obbedire in quanto sprovvisto dei fondi necessari. Così, sempre
più abbandonata a se stessa, era andata quasi completamente in rovina; solo
dopo poco più di un secolo e mezzo è stata completamente restaurata e
restituita alla dignità del culto ed alla storia di Canepina.
http://it.wikipedia.org/wiki/Canepina
IL SANTUARIO ROMANO DELLE ACQUE DELL' ARCELLA:
Bonae Valetudini sacr (um) Gna (eus) Pacilius Marna sev (ir) Sutrio, aug (stalis) Faleris ex voto Pacilia Primitiva Bon (ae) Bonad iae Castre (n) si ex voto sacrum
Alla buona salute consacrato Gneo Pacilio Marna, seviro A Sutrio, Augustale a Falerii per promessa (fatta) Pacilia Primitiva alla buona Bona dia Castrense per promessa consacrato.
CENNI STORICI: Percorrendo da Piazza Cavour una ripida salita, dopo circa un chilometro si arriva in uno dei posti più suggestivi che si trovano intorno a Canepina. In età augustea ormai la foresta dei monti Cimini, il “lucus Ciminius” non costituiva motivo di sgomento come lo era stato per le legioni romane nelle inarrestabili marce verso la conquista dell’Italia. Un tal Gn. Pacilius Marna, “sevir” della vicina Sutri ed “augustalis” dell’ancora più vicina Faleri Novi, rimase tanto affascinato da questa località che più tardi avrebbe preso il nome di Arcella, piccola “arx” per la presenza di una roccaforte, avamposto di difesa, da essere spinto a farne un luogo di sacralità pagana, fra ruscelli di limpide acque come quelle di Fontana Rosa, che si versano su Rio Francina. Un monumento rupestre con incisioni, un masso a cuneo e un altare tufaceo costituiscono un significativo patrimonio archeologico.
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